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lunedì 10 maggio 2010

Categoria spaccata, basta con i privilegi

Lo speciale del Sole 24ore Sanità dedicato a Cosmofarma 2010 pubblica un intervento del Presidente del MNLF

In Italia le “arti” o corporazioni nacquero agli inizi del XII secolo, in pieno medioevo. Divise in “arti maggiori” (mercanti, banchieri) e “arti minori” (artigiani e commercianti), si suddividevano ulteriormente in tre classi: Maestri, Apprendisti, Garzoni.
La corporazione promuoveva l'interesse dei propri membri proteggendoli dalla concorrenza di altre città e da quella dei professionisti non appartenenti alla corporazione, monopolizzando il commercio, stabilendo orari uniformi per tutte le botteghe che producevano gli stessi manufatti e paghe uguali per i lavoratori che svolgevano la stessa attività.
Malgrado questo ferreo controllo, le corporazioni nel rinascimento erano quasi scomparse, a farle ritornare ci pensò il fascismo che, eliminando di fatto i sindacati, modulò proprio dal medioevo la nuova struttura sociale del lavoro.
Nell’anno domini 2010, in piena crisi, c’è chi pensa di rilanciare l’economia ritornando al XII secolo.
E’ di questo che ha bisogno il Paese, è di questo che ha bisogno la nostra categoria?
Domanda che è bene porre con maggiore frequenza, che gli stessi vertici della categoria abbiano in mente quando operano scelte che riguardano tutti i farmacisti italiani.
Nei giorni scorsi il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ha guidato una manifestazione a Roma dal titolo: Farmacista alza la testa! L’intento era quello di far sentire la voce di chi ritiene di non essere affatto rappresentato in questo momento. La voce di chi avverte in maniera nitida che si sta lavorando contro e non per lui. La maschera bianca indossata sul volto è il simbolo di questa sensazione d’anonimato davanti alle Istituzioni, sentirsi come dei fantasmi.
Gli esempi sono palesi e molteplici.
Qualcuno ha sentito alzarsi alta e forte la voce contro i licenziamenti degli informatori medico scientifici con la stessa forza con cui si sono difese le farmacie? Noi no.
Qualcuno ha visto affrontare con la dovuta serietà il problema del C.C.N.L. dei dipendenti di farmacia e il relativo spostamento nel comparto sanità così come si è lavorato per ampliare i servizi in farmacia? Noi no.
Qualcuno si è forse accorto di come i farmacisti ospedalieri siano usati strumentalmente un giorno sì e l’altro pure quando serve fare bella figura, per poi accusarli in maniera plateale e, lasciatecelo dire, anche “rozza”, d’essere responsabili di un ipotetico spreco negli ospedali? Noi sì.
Che dire poi del caso delle parafarmacie e dell’aperta opposizione che la FOFI sta facendo alle liberalizzazioni del 2006. E’ forse la Federazione degli Ordini un sindacato? Che la Federfarma si opponga a modifiche contrarie ai propri interessi o cerchi di restaurare quanto perso è assolutamente legittimo. Che lo faccia la FOFI è ampiamente opinabile, se non contrario ai propri doveri istituzionali che sono sempre quelli di rappresentare tutti i farmacisti italiani. I numerosi “giochetti” di dividere chi si oppone a questo stato di cose e al conservatorismo dilagante falliscono miseramente, compresa la storiella della pseudo-sanatoria, alimentata nei corridoi del Senato proprio da chi ora si dichiara fermamente contrario.
E ci si copre di ridicolo pretendendo d’imporre il nome a questi esercizi, empori sono certe farmacie in cui c’è di tutto tranne che il farmaco, come quelli per il dolore acuto.
E’ necessario allora chiedersi a chi giova questo stato continuo di conflittualità, dove si approfondisce di giorno in giorno la spaccatura verticale dei farmacisti italiani. Una spaccatura tra chi gode di tutti i vantaggi e chi viene umiliato costantemente nelle proprie speranze e nei propri sogni.


Vincenzo Devito
Presidente MNLF

mercoledì 28 aprile 2010

Oggi con gli avvocati, domani con i commercialisti, i famacisti, i....

RIFORMA FORENSE: FINOCCHIARO, SI TORNI IN COMM.- SCONTRO TRA DUE VISIONI
(ASCA) - Roma, 28 apr - ''Quello che chiediamo a quest'aula e' che si torni ad esaminare questo testo sulla riforma forense in commissione. Qui si stanno scontrando due visioni opposte dell'ordinamento forense e dunque chiediamo un esame approfondito da parte della commissione, anche per evitare che su un testo gravato da 730 emendamenti, con votazioni che come abbiamo visto poc'anzi possono essere anche del tutto casuali, alla fine esca un obbrobrio nel quale nessuno di noi potra' riconoscersi''. Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, prendendo la parola in aula sull'ordinamento forense.

''Non vogliamo nasconderci dietro un dito - ha spiegato Anna Finocchiaro -. Qui si stanno scontrando due visioni opposte dell'ordinamento forense, stante la necessita' di riformarlo visto che la regolazione risale a 70 anni fa. Da una parte c'e' l'idea che occorra conservare e presidiare l'esistente, intendendo la modernita' solo come spostamento di poteri di organizzazione pubblica nelle mani del Consiglio nazionale forense, cioe' del sistema o della casta o corporazione che dir si voglia. Dall'altra parte chi pensa che la regolazione delle professioni, la liberta' di libera concorrenza, la promozione delle nuove generazioni possano essere quegli elementi di modernizzazione che possono consentire anche sotto questo profilo al nostro Paese di competere''.

''Questo naturalmente matura un giudizio politico sulla maggioranza e sulla sua volonta' di conservazione - continua la presidente dei senatori Pd - altro che modernizzazione, in uno dei settori piu' importanti della vita del Paese. E ci consegna invece delle opposizioni che vogliono consegnare all'Italia un sistema professionale, oggi con gli avvocati domani con i commercialisti, i farmacisti, i notai, che sia non solo aderente con quello che avviene nel panorama europeo, ma anche tale da smontare il potere della successione ereditaria e delle corporazioni, per consegnare nelle mani delle giovani generazioni gli strumenti per la loro crescita e per la crescita del Paese''.

''Il punto e' questo - ha concluso Anna Finocchiaro - ed e' un punto di principio e politico sul quale siamo secondo noi chiamati anche a tornare in commissione''.

martedì 27 aprile 2010

Due anni di governo: concorrenza e liberalizzazioni

da la Voce.Info www.lavoce.info
di Michele Polo e Fabiano Schivardi

Liberalizzazioni e promozione della concorrenza erano stati uno dei tratti più marcati del governo Prodi nella precedente legislatura. Il governo Berlusconi non ha seguito la stessa linea, pur rifacendosi, tra le sue diverse anime, anche a una componente liberale.Tra i suoi primi atti, la gestione della vicenda Alitalia e la creazione della cordata italiana Alitalia-Cai con la fusione tra compagnia di bandiera e Airone. Protagonista nella campagna elettorale del 2006 di una forte opposizione al progetto di acquisizione da parte di Air-France Klm in nome dell’italianità, una volta al governo, il centro-destra ha promosso una soluzione sotto molti punti di vista inferiore a quella francese: dal punto di vista del contribuente, che si è dovuto accollare circa 3 miliardi di debiti che sarebbero stati rilevati dai francesi. E dal punto di vista dei viaggiatori, ossia, in tema con l’argomento di questa scheda, sotto il profilo della concorrenza. La fusione tra Alitalia e Airone ha infatti creato situazioni di sostanziale monopolio su molte rotte interne, inclusa quella strategica tra Linate e Fiumicino. Per consentire il completamento dell’operazione, il governo ha sospeso temporaneamente i poteri dell’Antitrust nel valutare l’operazione.In questi ultimi due anni, inoltre, non sono state proseguite le liberalizzazioni nei servizi professionali, sui quali le “lenzualate” del ministro Bersani avevano predisposto un punto di partenza che richiedeva la dettagliata implementazione in ciascuno dei settori interessati. Nulla è invece successo, e gli ordini professionali hanno avuto buon gioco nel riportare la barra verso la difesa degli interessi di categoria. L’aspetto più marcatamente anti-competitivo riguarda la riforma dell’avvocatura, approvata dalla commissione Giustizia del Senato. Sono reintrodotte le tariffe minime, “inderogabili e vincolanti”. Sono vietati accordi fra cliente e avvocato che prevedano il pagamento di una parcella solo nel caso che la causa sia vinta (contingency fees). La pubblicità, seppur non vietata, viene fortemente regolamentata. Viene ampliata la riserva di attività degli avvocati nel campo della consulenza legale e nelle procedure arbitrali. L’esame di abilitazione diviene più oneroso, così come le condizioni di praticantato, senza riconoscere ai praticanti nessun diritto di compenso. Si ribadisce il divieto di esercitare l’attività organizzandosi in società di capitali. Nelle intenzioni del ministro della Giustizia Alfano, questo approccio sarà applicato a tutte le categorie di professionisti entro la fine della legislatura. Non solo non si liberalizza, ma si smontano i pochi provvedimenti riformatori fatti in Italia negli ultimi quindici anni, fondamentalmente le “lenzuolate” di Bersani.Scarsi i progressi per quanto riguarda la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, tema che aveva peraltro già trovato anche nella scorsa legislatura un fuoco di sbarramento trasversale. Più promettente, anche se nelle sue fasi preliminari, il provvedimento relativo all’affidamento ai privati della gestione dei servizi idrici.Criticabile anche l’introduzione di norme anti-scalata da parte della Consob, con la benedizione del governo, nella fase più acuta della crisi, motivata anche in questo caso con la difesa dell’italianità delle imprese quotate




martedì 6 aprile 2010

Farmacista, alza la testa

MANIFESTAZIONE PER IL RINNOVAMENTO DELLA PROFESSIONE

ROMA
18 APRILE 2010
ORE 11.00
PIAZZA MONTE CITORIO


Per la rinascita culturale, scientifica e morale delle professione di farmacista

Per il riconoscimento di pari dignità ed opportunità per tutti i laureati in farmacia

Per la rimozione degli ostacoli corporativi al libero esercizio della professione

Per la vendita dei farmaci non a carico del S.S.N. in esercizi diversi dalle farmacie

Per un trasferimento del C.C.N.L. dei dipendenti di farmacia dal settore commercio a quello della sanità e la possibilità di una carriera professionale

Per una modifica democratica delle norme elettive all’interno dell’ordine professionale che garantisca pluralità di rappresentanza e di espressione

Per una moralizzazione dell’esercizio della professione e il rispetto delle norme di dispensazione dei farmaci

Per nuove opportunità di lavoro nell’insegnamento e in tutti gli ambiti di lavoro ove venga dispensato il farmaco con particolare valorizzazione degli ambiti ospedalieri

Per il mantenimento dei livelli occupazionali degli informatori scientifici del farmaco

RADUNO: ore 10.30 - INIZIO: ore 11.00 - TERMINE: ore 13.00

INFO Pulmann organizzati
PIEMONTE/LIGURIA: ambrogio.sartirano@libero.it - Tel. 3395234900
FRIULI VENEZIA GIULIA/VENETO: marcespo64@hotmail.com - fiorella.levi@hotmail.it
Tel. 043166217
MARCHE - ABRUZZO: miriam.codina@libero.it - Tel. 3290373033
PUGLIA/BASILICATA: corrado.fronterre@gmail.com - Tel. 338.7236063 - 338.2044970 - 3478866063
INDICARE NOME E COGNOME - INDIRIZZO - RECAPITO TELEFONICO

sabato 27 marzo 2010

Manifestazione a Roma il 18 aprile

Farmacista, alza la testa!

Decisa la data della manifestazione per il rinnovamento della professione di farmacista e la ripresa delle politiche di liberalizzazione in Italia.

Si terrà a Roma il prossimo 18 aprile. Tutti i farmacisti che credono in una professione diversa, siano essi titolari di parafarmacia che farmacisti non titolari sono invitati a partecipare. Sarà una manifestazione all'insegna della rinascita della professione e delle politiche di liberalizzazione in Italia, per presentare proposte, ma anche per denunciare il clima di ostilità di un mercato ancora troppo dominato da corporativismi e monopoli. Un nuovo modo di fare la professione è possibile, ove rigore professionale si può coniugare con una maggiore democrazia all'interno del corpo ordinistico, ove per tutti debbono esserci pari opportunità e maggiori opportunità. Opportunità per chi decide d'intraprendere la libera professione con un proprio esercizio, ma anche maggiori possibilità di carriera per chi è dipendente con un'inquadramento diverso dall'attuale CCNL. Sarà innalzata la bandiera della questione morale nell'esercizio della professione, ma saranno richieste anche nuove occasioni di lavoro per i laureati in farmacia. Una laurea che ha molto da dare anche lontano dalla farmacia, vicino alla ricerca, all'insegnamento, alla consulenza.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti insieme all'Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane e alla Federazione Esercizi Farmaceutici saranno gli organizzatori, ma i protagonisti saranno i farmacisti e tutte quelle componenti della società civile e delle altre professioni che vogliono mettere la parola fine agli interessi di parte per far ritornare a crescere il Paese e ridare la speranza a migliaia di laureati sino ad oggi sacrificati sull'altare del corporativismo.

lunedì 25 gennaio 2010

Parafarmacie penalizzate dai distributori intermedi

La Federazione Esercizi Farmaceutici, raccogliendo le numerose segnalazioni provenienti da tutto il territorio nazionale, denuncia lo stato di grave alterazione del mercato dei farmaci da banco provocata dal comportamento di alcuni distributori intermedi nei confronti delle parafarmacie.

A quasi quattro anni dall’approvazione del decreto Bersani e dopo condanne e pronunce dell’Antitrust ci sono ancora aziende che si rifiutano di fornire SOP e OTC agli esercizi di vicinato. In particolare il fenomeno più diffuso è quello d’imporre condizioni di fornitura che, di fatto, negano alle parafarmacie la possibilità di competere ad armi pari nel mercato. Contratti modificati unilateralmente dall’oggi al domani, margini di ricavo irrisori, pagamenti alla consegna o in tempi brevissimi, minimo d’ordine giornaliero e mensile, sono solo alcuni esempi di un rapporto da sempre difficile con i grossisti di farmaci. Tutte condizioni che non sono applicate alle farmacie o a quelle parafarmacie la cui proprietà afferisce ad un titolare di farmacia, determinando praticamente l’impossibilità per le parafarmacie autonome di competere ad armi pari.

Al fine di tutelare questi esercizi, ma anche i consumatori che risultano penalizzati da un minor livello di concorrenza è stata inviata una segnalazione all’Antitrust.

La F.E.F. ha anche inoltrato una nota all’Associazione che riunisce i distributori intermedi dei farmaci (A.D.F.) ricordando l’obbligo di legge per i distributori di rifornire anche gli esercizi di vicinato e richiedendo un intervento presso i propri associati. Registrando positivamente la volontà del Presidente dell’A.D.F. di evidenziare il malessere dei farmacisti titolari di parafarmacia presso i propri associati, la F.E.F. si augura che l’atteggiamento di chiusura nei confronti delle parafarmacie muti radicalmente e venga riconosciuta loro pari dignità.

domenica 17 gennaio 2010

Catricalà:difficile resistere alla forza delle corporazioni

"Fanno bene i consumatori a progettare di rivolgersi all’Arbitro di Bankitalia sulla commissione di massimo scoperto prima di agire con la class action”.
Così il presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Antonio Catricalà commenta l'iniziativa annunciata dalle associazioni di consumatori Adiconsum, Adoc e Lega Consumatori. In una lunga intervista rilasciata a SKY TG24 Economia, Catricalà spiega: "Sulla commissione di massimo scoperto abbiamo avuto modo di lamentarci perché anche se dalla nostra istruttoria è emerso che le banche non hanno fatto illeciti antitrust, quello che la legge si proponeva, cioè sostanzialmente un calo dei costi per i risparmiatori, non è avvenuto".
In generale sulla class action il presidente dell'Antitrust ha detto che è "già un miracolo che l'abbiamo avuta" perché il clima generale non sembrava favorevole, anche se "con una limitazione nell'efficacia, che non è retroattiva e una sul risarcimento dei danni; però - ha sottolineato il presidente dell’Antitrust - ci siamo noi che possiamo punire con le sanzioni". Nella lunga intervista rilasciata a Sarah Varetto, Catricalà ha sottolineato le difficoltà dell’Antitrust nel "riuscire a sostenere la forza delle corporazioni" che si oppongono all'apertura del mercato. Le liberalizzazioni "non hanno subito l'accelerazione che noi avevamo auspicato – ha proseguito Catricalà.
Guarda l'intervista a SKYTG24